Impressioni


 

Caro Maestro,

ho ammirato le opere del suo nuovo ciclo, come sempre le sue opere sono molto belle ma suscitano sensazioni decisamente diverse e contrastanti rispetto a quelle derivanti  dalle opere precedenti. In esse ho letto un naturale ed  inevitabile sviluppo del percorso intrapreso  nei cicli precedenti.  Finalmente i colori non più “recintati” in forme geometriche perfette, ma forse claustrofobiche ( in base allo stato d’animo dello spettatore),  hanno la possibilità di mischiarsi, fondersi per fornire scale cromatiche più “intime” e dai sapori intrinsecamente nostalgici. In questa nuova acquisita libertà, i colori si muovono per permearsi l’uno con l’altro e nell’altro per formare sensazioni e tonalità uniche ed inebrianti.  Certo i colori hanno perso la loro brillantezza, la loro unicità e di conseguenza il loro essere attori  protagonisti  di una razionalità che molte volte caratterizza la vita dell’Uomo e che tende a dominarlo. In questo nuovo ciclo, la maturità comincia a governare l’energia della razionalità dove l’imprevedibilità non ha la forza di prendere il sopravvento ma solamente di creare una dolce, malinconica e nostalgica sinfonia.  Le forme geometriche, anche se presenti, sono quasi impercettibili e anche il colore non rappresenta più un elemento caratterizzante, bensì entrambi cooperano a creare una sensazione di armonico equilibrio.

 

Ernesto